Comprare casa all’asta può essere una grande opportunità, ma prima di fare un’offerta bisogna sapere esattamente cosa controllare.
Il prezzo basso, da solo, non basta per dire che un immobile all’asta sia davvero conveniente. Prima di partecipare è necessario leggere con attenzione la perizia, verificare se la casa è occupata, controllare eventuali abusi edilizi, valutare i costi successivi all’aggiudicazione e capire se ci sono pesi giuridici o problemi che possono incidere sull’acquisto.
In questa guida vedremo a cosa stare attenti quando si compra casa all’asta e quali controlli fare prima di presentare l’offerta.
Ci sono alcune situazioni in cui comprare casa all’asta non è conveniente. Anche quando il prezzo sembra interessante, infatti, non bisogna abbassare la guardia: il vero punto non è solo aggiudicarsi l’immobile, ma capire bene cosa si sta comprando.
In questo articolo vedremo 👇:
- Quali sono i principali rischi di una casa all’asta;
- Cosa controllare nella perizia di stima;
- Cosa fare se sono presenti abusi edilizi o difformità urbanistiche;
- Quali problemi possono nascere se la casa all’asta è occupata;
- Come funziona la liberazione dell’immobile dopo l’aggiudicazione;
- Quali sono i principali pesi giuridici da verificare;
- Quando può essere utile rivolgersi a un professionista prima di partecipare.
Come avvocati specializzati in aste immobiliari — che intervengono proprio quando le cose si complicano — conosciamo bene questi rischi dell’asta immobiliare e vogliamo aiutarti a riconoscerli prima di fare un’offerta.
Sullo stesso argomento si legga anche “Cosa chiedere quando si compra casa all’asta: le domande da fare”.
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Casa all’asta: checklist delle 12 cose da controllare
Prima di comprare casa all’asta, questi sono i controlli principali da fare:
- Perizia di stima: verifica data, descrizione dell’immobile e criticità segnalate.
- Avviso di vendita: controlla prezzo base, offerta minima, cauzione e modalità di presentazione dell’offerta.
- Ordinanza di vendita: leggi le regole della procedura e i termini imposti dal Tribunale.
- Stato di occupazione: verifica se l’immobile è libero, occupato dal debitore o da terzi.
- Abusi edilizi: controlla eventuali difformità urbanistiche e la loro possibile sanabilità.
- Situazione catastale: verifica coerenza tra stato di fatto, planimetria e dati catastali.
- Spese condominiali: valuta eventuali arretrati e lavori straordinari già deliberati.
- Pesi giuridici: controlla locazioni, assegnazioni, preliminari, sequestri o altri vincoli opponibili.
- Mutuo: se vuoi finanziare l’acquisto, confrontati con la banca prima della gara.
- Saldo prezzo: verifica il termine entro cui dovrai pagare il prezzo di aggiudicazione.
- Liberazione dell’immobile: valuta tempi, modalità e ruolo del custode giudiziario.
- Budget reale: considera imposte, costi tecnici, eventuali lavori e spese successive.
Hai trovato una casa all’asta e vuoi capire se conviene davvero? Prima di fare un’offerta, può essere utile far analizzare perizia, avviso di vendita, occupazione, abusi, costi e rischi dell’immobile.
Se vuoi un controllo preliminare, puoi richiedere una consulenza sulle aste immobiliari prima di partecipare alla gara. Se non sai quale differenza c’è tra le varie aste, ti consiglio il nostro articolo sull’ asta senza incanto per comprendere come funzionano le aste immobiliari.
1. Quali sono i principali rischi di una casa all’asta?
Tecnicamente devi sapere che nell’acquisto all’asta i rischi possono nascondersi proprio nei documenti e nelle condizioni della vendita. Per questo è importante controllare alcuni aspetti prima dell’offerta:
- Spesso le perizie sono redatte molto tempo prima di quanto la casa viene venduta all’asta
- Nelle aste non opera la normale garanzia per vizi: eventuali problemi dell’immobile devono essere valutati prima dell’offerta
- La legge richiede che tu legga e comprenda documenti spesso tecnici e complessi, tanto che ti viene chiesto di firmare una dichiarazione di presa visione della perizia di stima
- All’asta possono essere vendute anche le case totalmente abusive
- All’asta possono essere vendute case occupate, talvolta anche da soggetti che hanno un titolo opponibile e possono restare nell’immobile anche dopo l’aggiudicazione
Prima che vi venga un colpo voglio però rassicurarvi: è possibile comprare all’asta in piena serenità facendo ottimi affari.
Però questo significa che se per un normale acquisto presti attenzione, per un acquisto all’asta l’attenzione deve essere MAGGIORE per non incorrere nei numerosi rischi dell’acquisto di una casa all’asta (rischi che potresti ridurre, in parte, con l’assistenza di un avvocato esperto nelle aste immobiliari – che potrei essere io 😏)
Vediamo insieme un sunto delle cose da sapere prima di comprare una casa all’asta!
Prima di analizzare i singoli controlli da fare, è importante comprendere casa all’asta come funziona, quali documenti leggere e cosa succede dopo l’aggiudicazione.
Controlla anche avviso di vendita e ordinanza
Oltre alla perizia, è fondamentale leggere con attenzione anche avviso di vendita e ordinanza. Questi documenti indicano le regole concrete della gara: prezzo base, offerta minima, cauzione, termine per il saldo prezzo, modalità di presentazione dell’offerta e condizioni della vendita.
Molti errori nascono proprio da una lettura superficiale di questi documenti. Prima di partecipare, quindi, non basta guardare il prezzo: bisogna capire esattamente quali sono le condizioni imposte dalla procedura.
PS: se non vuoi perderti nulla sul mondo delle aste ed avere una formazione “base” ma super completa ti consiglio il nostro manuale sui “Segreti delle aste immobiliari” – trovi tutte le info qui
2. Rischi aste immobiliari: cosa fare se l’immobile presenta abusi edilizi?
Uno dei pericoli più frequenti riguarda la possibile presenza di abusi edilizi non sanabili. Infatti, il Tribunale è solito mettere l’immobile in vendita allo stato in cui si presenta. Ciò significa che, per i partecipanti all’asta, non è prevista alcuna garanzia anche in caso di aggiudicazione dello stesso. In caso di irregolarità, dovrà essere il vincitore dell’asta a sanare gli abusi edilizi. Per quanto possibile, ovviamente, visto il peso che hanno le modalità di sanatoria.
Questo pericolo può essere evitato leggendo la perizia allegata all’avviso di vendita, la quale conterrà al suo interno numerose informazioni utili. Tra cui, proprio l’eventuale presenza di irregolarità catastali. Tuttavia non sempre le perizie sono chiare in termini di abusi edilizi e questo può comportare, anche spesso, che le persone acquistino gli immobili come “sani” e li ritrovino invece abusivi. In questi casi è bene sapere che la legge consente all’aggiudicatario di chiedere l’annullamento tramite un apposito ricorso in appena 20 giorni dalla scoperta del vizio! (ne parliamo qua).
Cosa sapere della situazione urbanistica e la presenza di eventuali condoni

Come ho già avuto modo di ribadire in approfondimenti passati sul tema (Condono edilizio aste giudiziarie: il termine dei 120 giorni) il Tribunale può venderti un bene così com’è e quindi anche con la presenza di eventuali abusi o totalmente abusivo (alle aste è possibile!). Questo può avvenire perché nel momento in cui si presenta un’offerta – telematica o analogica – si ammette di aver preso visione della Perizia estimativa asta redatta dal CTU nominato dal Giudice dell’esecuzione (La consultazione della CTU nelle aste giudiziarie).
Quindi se compri una casa all’asta devi per forza conoscere la presenza di eventuali difformità (abusi edilizi) siccome è sulla valutazione della loro sanabilità che deciderai se procedere o meno con l’acquisto dell’immobile staggito. Infatti, se dovessi disinteressarti di questo aspetto o semplicemente non accorgertene perché hai deciso di non avvalerti dell’assistenza di esperti del settore oppure hai letto superficialmente la perizia estimativa, finirai per comprare un bene inutilizzabile che semplicemente si rivelerà un grande spreco di risorse economiche ed energie.
Per farti l’esempio di una situazione che dovresti ben attenzionare: immagina di essere alle prese con un immobile rispetto al quale è stata presentata una domanda di condono a cui l’ufficio preposto non ha ancora risposto. In questo caso, staresti andando a comprare una casa all’asta nel bel mezzo di una richiesta di condono, il cui esito è assolutamente incerto. La questione relativa agli abusi edilizi è fondamentale anche con riguardo agli aspetti finanziari ed adesso ti spiego il perché: quando andrai a comprare una casa all’asta, dovrai anche decidere se utilizzare o meno un mutuo bancario.
Anche qui l’aspetto urbanistico diventa importante perché non tutti gli istituti di credito sono propensi a mutuare alcune tipologie di abusi che afferiscono alla casa all’asta, infatti l’istituto di credito potrebbe anche decidere di non concedere il prestito perché alcune difformità sono insanabili.
I controlli preliminari servono proprio a capire se comprare casa all’asta conviene davvero, considerando prezzo, tempi, occupazione, abusi e costi accessori.
3. Cosa sapere prima di comprare all’asta: L’occupazione dell’immobile è un vero problema?
Un altro potenziale pericolo a cui prestare attenzione è la possibilità secondo cui l’immobile possa essere occupato dall’esecutato, ovvero dal proprietario a cui l’immobile è stato sottratto.
Questa è tuttavia una delle poche occasioni in cui il vincitore dell’asta non dovrà e non potrà intervenire direttamente. Liberare l’immobile è una prassi di competenza del Tribunale, e non di un cittadino privato. Nel caso in cui non ci siano vincoli che impediscono la liberazione dell’immobile, il Tribunale ha l’obbligo di rendere la struttura libera da beni e persone fisiche. Anche qui tuttavia vi è da fare una precisazione importante: non sempre i Tribunali sono rapidi e potrebbero nascere delle complicazioni che portano una liberazione a durare mesi se non anni. Sarebbe troppo per parlarne qui ma ti allego una serie di nostri articoli sul tema:
- “Casa Occupata All’Asta: Conviene?”
- “Come liberare la casa comprata all’asta?“
- “Istanza per la liberazione della casa occupata all’asta”
Attenzione però!
La liberazione dell’immobile è una cosa che va attentamente pianificata e studiata.
Sul punto voglio dirti due cose:
- Lo sfratto dell’immobile acquistato all’asta è una cosa di cui si dovrebbe occupare il Custode Giudiziario.
- La liberazione dell’immobile acquistato all’asta è una cosa che dovrebbe avvenire gratuitamente, a spese della procedura esecutiva immobiliare.
Come far sì che il Tribunale si occupi della liberazione?
Secondo l’articolo 560 c.p.c. (sia successivo che anteriore alla Riforma Cartabia) è il Tribunale che si dovrebbe occupare della liberazione.
Ho detto che se ne dovrebbe occupare il Custode Giudiziario e che “dovrebbe” avvenire gratuitamente per una ragione.
In primo luogo, la legge, e, precisamente, il sesto comma dell’art. 560 (nella versione applicabile alle procedure instaurate anteriormente al 28 febbraio 2023) dispone che l’aggiudicatario, al massimo entro il termine per il versamento del saldo (al più tardi al momento in cui “paghi la restante parte”) faccia esplicita richiesta al Giudice di occuparsene.
Senza questa richiesta, il Custode Giudiziario può – legittimamente – rifiutarsi di procedere.
L’ assenza della richiesta, è mia personale opinione, incidendo sulla legittimità del Custode Giudiziario, incide anche sulla sua convinzione.
La sua convinzione e la sua tenacia sono gli ingredienti che vi consentiranno di liberare l’immobile nel minor tempo possibile.
Se malgrado le richieste, le istanze, i solleciti, i ricorsi il Vostro Custode appare pigro e dedito ad altro, vi consiglio di passare oltre.
Il Decreto di trasferimento è infatti titolo tramite cui procedere all’esecuzione per il rilascio ordinaria, ai sensi dell’art. 605 c.p.c. e seguenti (notifica titolo e precetto per il rilascio, preavviso di rilascio ex art. 608 e accesso/i).
In questo caso, sarà l’ufficiale giudiziario ad eseguire lo sfratto.
Ciò detto, la liberazione dell’immobile è una cosa che può – tecnicamente – richiedere tempo.
Sarebbe impossibile, in questa breve sintesi, racchiudere tutto quello che, nella prassi, potrebbe accadere.
E’ solo giusto che tu sappia, come approfondiremo al prossimo punto, che quest’attività può fare una grande differenza per la riuscita del tuo affare immobiliare e va dunque trattata con la giusta importanza.
Per una panoramica sulla liberazione dell’immobile occupato all’asta puoi leggere l’articolo “Casa all’asta occupata: cosa fare?” in cui approfondiamo – concretamente – cosa fare in caso di immobile occupato dal debitore, da bambini, da persone anziane.
Cosa fare dell’arredo ancora presente nella casa?
Uno dei rischi (minori per così dire) è prendere le chiavi di casa con ancora l’arredamento del precedente occupante.
Nulla di apparentemente pericolosissimo.
Eppure molte volte la presenza di mobili [ intesi: arredamento, cucina, tavoli, sedie, letti etc] può inibire l’utilizzo dell’immobile acquistato all’asta.
Questo soprattutto quando si crea incertezza su:
- Chi deve rimuovere e asportare questi beni?
- Chi deve pagare per il trasloco?
Ti dico subito che il medesimo art. 560 c.p.c. che abbiamo visto prima disciplina (anche) la liberazione dell’immobile dalle cose che lo occupano.
Anche in questo caso è il Custode Giudiziario a dover “intimare” all’occupante di portare via tutto in tempi molto stretti.
Se il debitore (o l’occupante), scaduto il tempo, non ha portato via le sue cose, queste si presumono “abbandonate” e il Custode dovrà disporne la distruzione e lo smaltimento.
Sulla liberazione non mi sento di dirti troppe cose.
La liberazione va “vissuta” tenendo polso della situazione e comprensione dell’altrui “dramma”.
Al di là degli aspetti tecnici (che vanno certamente considerati) è importante non essere “eccessivamente e inutilmente aggressivi” ma nemmeno passivi e disinteressati.
Sollecitare il Custode Giudiziario, avendo ben presente i propri diritti, valutare il suo “esonero” in favore dell’Ufficiale Giudiziario (che, a differenza del Custode, “sfratta per mestiere”) sono tutte attività che valuterei attentamente.
Per nostra esperienza una liberazione dovrebbe durare al massimo, salvo eccezioni, circa 6 mesi.
Il consiglio che mi sento di darti per velocizzare la liberazione è:
- Deposita l’istanza per la liberazione a cura e spese della procedura esecutiva immobiliare ex art. 560 c.p.c.
- Valuta la “motivazione” del tuo Custode Giudiziario
- Valuta la possibilità di esonerarlo in favore dell’Ufficiale Giudiziario
- Sollecita la fissazione di ripetuti accessi e l’anticipazione di quelli già fissati
- Contesta – tempestivamente – ogni tentativo di sabotare il rilascio da parte del debitore esecutato o del terzo occupante (presentazione di istanze meramente dilatorie, richieste di breve rinvio non giustificate).
4. Casa all’asta: attenzione ai pesi giuridici dell’immobile
I rischi più rilevanti quando si parla di acquisto all’asta sono quelli relativi ai pesi giuridici dell’immobile. Quando parlo di questioni legali faccio riferimento ai pesi giuridici che potrebbero insistere sull’immobile.
Esempi:
- L’immobile è gravato da un preliminare di acquisto antecedente al pignoramento
- La casa è occupata da una persona con contratto di affitto
- Nella casa ci sta la moglie del debitore che si è separata con lui e ha trascritto l’ordinanza che le assegna la casa coniugale
- C’è un sequestro penale sull’immobile
Insomma tutte cose brutte, ma non necessariamente terrificanti.
Tutte cose che dovrebbero farti capire che quando ti accingi a comprare una casa all’asta devi essere a conoscenza di tutte le implicazioni legali ad essa connesse.
Ad esempio, sarebbe utile conoscere se è stata trascritta una sentenza con la quale viene stabilita l’assegnazione del tetto coniugale al coniuge.
In buona sostanza è importante che tu sappia sempre cosa stai andando a comprare anche perché la casa che ti andrai ad aggiudicare – a seguito del decreto di trasferimento – ti verrà trasferita così com’è dal punto di vista legale, urbanistico e catastale.
Un’altra informazione legale indispensabile è certamente quella riguardante la presenza di un titolo opponibile da parte di chi occupa l’immobile al momento dell’aggiudicazione .
In pratica, devi sapere se chi occupa l’immobile alla data del pignoramento possiede un valido titolo opponibile perché è in possesso di un contratto (Ex. contratto di locazione) stipulato antecedentemente oppure occupa l’immobile in assenza di un titolo abitativo.
Questo controllo è indispensabile così potrai sapere se stai comprando un immobile problematico o no!
Come scovare eventuali problemi?
Eventuali problemi possono essere scovati leggendo attentamente la perizia allegata al messaggio di vendita, come anticipato nel paragrafo visto in precedenza. Nel caso in cui l’immobile sia effettivamente occupato, ci si dovrà accertare dell’eventuale legittimità dell’occupazione. Nel caso in cui l’occupazione non dovesse essere legittima, dunque senza la presenza di diritti eventuali dell’occupante, il Tribunale potrà procedere come da prassi.
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È inoltre importante sapere che non tutte le case acquistate all’asta garantiscono la piena proprietà. Potrebbero infatti esserci delle quote di proprietà, condizione che implica l’acquisto di una semplice quota dell’immobile da parte del vincitore dell’asta. Anche in questo caso, il consiglio è sempre quello di leggere con attenzione il documento che viene allegato all’avviso di vendita dell’immobile.
Esiste poi un altro potenziale pericolo. Non della stessa portata dei casi citati in precedenza, ma potenzialmente piuttosto fastidioso. Si tratta infatti della perdita della caparra. Nel momento in cui ci si aggiudica una casa all’asta, è fondamentale rispettare le scadenze imposte dal Tribunale. Indicativamente, la forbice di tempo da rispettare è di circa 60-120 giorni.
Nel caso in cui questa tempistica non dovesse essere rispettata, si rischierà di perdere la caparra versata in precedenza, la quale equivale a circa il 10% del prezzo dell’immobile. Logica vuole che questo problema possa essere evitato rispettando le scadenze di cui sopra. Riguardo ai mancati pagamenti, ci sono altri rischi che vale la pena conoscere.
Quali sono gli altri rischi da non correre?
Oltre al rischio di vedere la propria caparra non più recuperabile, c’è anche il rischio di perdere definitivamente il proprio immobile. Nel caso in cui non si riesca a saldare la cifra necessaria per aggiudicarsi l’immobile, oltre alla caparra si dovrà coprire anche l’eventuale “differenza” di prezzo sostenuta dal successivo vincitore.
Se, per esempio, non si dovesse riuscire ad aggiudicarsi un immobile da 50.000 euro, questo verrebbe nuovamente messo all’asta. Se il vincitore dovesse riuscire ad aggiudicarsi l’immobile per 35.000 euro, il precedente vincitore dovrebbe saldare la differenza di 15.000 euro. Oltre a perdere ovviamente la caparra versata prima della precedente asta.
Questi sono tutti inconvenienti che possono essere evitati non solo grazie ad un po’ di attenzione in più, ma anche grazie al coinvolgimento di un avvocato specializzato in aste immobiliari. Per saperne di più su come servirti dell’aiuto di questa figura professionale, contattaci compilando il form sul nostro sito.
In ultimo ma non per importanza ti è richiesta una grande pazienza, solo con essa potrai realizzare il tuo obiettivo di acquistare all’asta la casa dei tuoi sogni.
Domande frequenti su cosa controllare prima di comprare casa all’asta
Cosa controllare prima di comprare casa all’asta?
Prima di comprare casa all’asta bisogna controllare perizia, avviso di vendita, ordinanza, stato di occupazione, abusi edilizi, spese condominiali, pesi giuridici, possibilità di mutuo, termine per il saldo prezzo e costi successivi all’aggiudicazione.
Quali sono i principali rischi di una casa all’asta?
I principali rischi riguardano immobili occupati, abusi edilizi non sanabili, perizie poco chiare o datate, spese impreviste, diritti opponibili di terzi, problemi con il mutuo e mancato rispetto del termine per il saldo prezzo.
Cosa succede se la casa all’asta è occupata?
Se la casa all’asta è occupata bisogna verificare chi la occupa e a quale titolo. In molti casi la liberazione è gestita dalla procedura tramite il custode giudiziario, ma tempi e modalità possono variare in base alla situazione concreta.
Si può comprare casa all’asta con abusi edilizi?
Sì, all’asta possono essere venduti anche immobili con abusi edilizi o difformità urbanistiche. Prima dell’offerta bisogna capire se gli abusi sono sanabili, quali costi comportano e se possono incidere sulla possibilità di ottenere un mutuo.
Serve un avvocato per comprare casa all’asta?
Non è obbligatorio farsi assistere da un avvocato per partecipare a un’asta immobiliare. Tuttavia, il supporto di un professionista può essere utile quando bisogna leggere documenti complessi, valutare rischi giuridici, verificare occupazione, abusi edilizi o problemi successivi all’aggiudicazione.
Avv. Daniele Giordano
Articolo aggiornato al 17.06.2026.
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Per approfondire ti invito a leggere la sezione del sito “Dicono di noi” e “Servizi offerti“. Se sei un agente immobiliare “Per le Agenzie“
Se vuoi saperne di più sulla nostra attività ti invito a leggere alcuni articoli con i nostri migliori risultati a tutela degli aggiudicatari e degli offerenti:
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