Quali sono le spese aggiuntive di una casa all’asta? Scopriamole insieme nel corso di questo articolo di approfondimento.
Le spese aggiuntive di una casa all’asta possono riguardare numerosi aspetti. Molte volte, i costi in questione sono latenti, e per definizione non immediatamente visibili. Motivo per cui nel corso di questo articolo di approfondimento cercheremo di analizzarli, uno per uno.
Così da preparare i partecipanti alla vendita dell’immobile, nel modo migliore possibile. Evitando sorprese sgradevoli che, a causa della mancanza di fondi a sufficienza, potrebbero addirittura pregiudicare l’esito dell’asta. Infatti, nonostante la partecipazione alla vendita sia di per sé gratuita, esistono in realtà numerosi costi legati ad essa.
Quali sono le spese da sostenere?
Buona parte delle spese che bisogna sostenere, sono legati all’aggiudicazione dell’asta. Infatti, molte di queste spese sono legate all’acquisto della casa all’asta. Ciò permette di sapere in anticipo come muoversi, e di tirare un sospiro di sollievo nonostante la mancata aggiudicazione dell’immobile.
I costi principali sono legati al trasferimento dell’immobile, per il quale bisogna pagare:
- L’imposta di registro
- L’imposta ipotecaria
- L’imposta catastale
- Quota parte del compenso del delegato (ne parliamo qui)
- Eventuali costi di cancellazione delle trascrizioni
- Onorari Notarili solo in presenza di aste fallimentari o Mutuo
- Compensi per il commissionario (dal 1 al 4%) solo in presenza di aste fallimentari
Bisogna inoltre considerare anche l’imposta sul valore aggiunto dell’Iva, la quale però non è sempre dovuta. Una volta fatto questo breve (ma corposo) elenco, è giunto il momento di approfondire il significato di queste imposte a partire dal prossimo paragrafo.
Imposta di registro, ipotecaria e catastale: cosa sono?
Le imposte sono contributi obbligatori che i cittadini e le imprese devono versare nelle casse dello Stato. Riguardando quasi qualsiasi ambito, e il settore immobiliare non rappresenta ovviamente alcuna eccezione. Partendo dalla prima voce dell’elenco, ovvero l’imposta di registro, essa consiste in un’imposta indiretta che si applica per la registrazione di un atto.

L’atto in questione può essere, come in questo caso, l’acquisto di una casa. La seconda imposta che vedremo è invece quella ipotecaria, che viene applicata a puro scopo di formalità, nel momento in cui si trasferisce un immobile. La terza e ultima imposta su cui vale la pena soffermarsi è quella catastale, la quale viene corrisposta nel momento in cui avviene il cambio di proprietà di un’immobile.
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✉️ Iscriviti OraTra le imposte “facoltative” non in senso stretto, vi rientra quella riguardante il valore aggiunto dell’Iva. Viene chiamata in questo modo proprio perché colpisce solamente il valore aggiunto di ogni singolo aspetto dello scambio di beni e servizi. Tuttavia, l’aspetto secondario di questa imposta si basa sul fatto che non sempre l’Iva sia dovuta.
Cosa succede in caso di prima casa?
Nel caso in cui la casa vinta all’asta sia allo stesso tempo la prima casa, le imposte che si dovranno pagare saranno eventualmente minori. Infatti, esistono alcune agevolazioni che possono essere sfruttate anche in caso di asta immobiliare ossia le agevolazioni prima casa per l’asta. Nel caso in cui le condizioni imposte possano essere rispettate, l’insieme delle aliquote calerà dal 9% al 2%, con una perdita del 7% a favore del proprietario della prima casa.
Se si partecipata ad un’asta fallimentare, si dovranno invece pagare delle imposte pari al 4%. In linea di massima però, appare chiaro come la formula descritta sia il più delle volte vantaggiosa. Proprio per via dei vantaggi descritti e previsti dalla legge. Rispettando quanto appena scritto, viene da sé che in caso di seconda casa la percentuale di imposte da versare ritorni al suo 9% originario.
Cosa succede in caso di spese condominiali?
In caso di spese condominiali all’asta, il pagamento è a carico del nuovo proprietario solamente per tutti gli arretrati dell’anno precedente, e di quello corrente. Tutto ciò che è successo in precedenza, in caso di insoluti datati anche di oltre due anni, non sarà di competenza dell’aggiudicatario della casa all’asta.
Oltre alle spese elencate sopra, esistono alcuni costi che possono essere abbattuti grazie alla detrazione fiscale: ecco quali sono.
Quali spese di una casa all’asta si possono detrarre?
Una minima parte dei soldi spesi per ottenere una casa all’asta, possono essere detratte grazie alla dichiarazione dei redditi da pervenire all’Agenzia delle Entrate. A patto che, ovviamente, si rispettino le condizioni dettate proprio dall’Agenzia. Entro 3 mesi dal decreto di trasferimento, si dovrà infatti attivare l’azione esecutiva per il rilascio del bene immobile.
Inoltre, per poter usufruire di questa possibilità l’immobile aggiudicato all’asta dovrà equivalere alla prima casa. Entro un anno dal rilascio dell’immobile, quest’ultimo dovrà essere adibito ad abitazione principale. Per saperne di più soprattutto sull’aspetto fiscale della prima casa all’asta, prenota una consulenza con un avvocato specializzato facendo clic sul nostro form di contatto.


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