In questo articolo di approfondimento scopriremo in cosa consistono le procedure concorsuali, e chi se ne occupa.
All’interno dell’ordinamento giuridico italiano, sono presenti le procedure concorsuali. Vengono definite come procedure giudiziali cui è assoggettata un’impresa commerciale nell’ambito del diritto fallimentare italiano. Ma in cosa consistono per la precisione? E soprattutto, chi se ne occupa?
Lo scopriremo nel corso dei paragrafi successivi. Trattandosi infatti di una procedura complessa, è necessario approfondirla in ogni suo singolo aspetto.
Cosa sono le procedure concorsuali?
L’argomento principale di questo articolo, riguarda essenzialmente strumenti legali previsti dal diritto fallimentare italiano per gestire l’insolvenza di un’impresa, garantendo un’esecuzione forzata collettiva ed equa per tutti i creditori. Questo principio prende il nome di “par condicio creditorum”.
Esistono varie tipologie riguardanti questi strumenti. Dalle liquidazioni giudiziali, passando per il concordato preventivo e molte altre che vedremo nel corso dei prossimi paragrafi. Altrettanti sono gli obiettivi a cui rispondono questi strumenti, dalla liquidazione ordinata di una grande azienda, fino ad arrivare alla già citata condizione di parità per i creditori.
A proposito di tipologie di strumenti, nel prossimo paragrafo approfondiremo questo aspetto in maniera molto più specifica.
Tipologie di procedure concorsuali
Come già detto in precedenza, esistono diverse tipologie di strumenti. Una delle procedure principali è la liquidazione giudiziale, in precedenza nota come fallimento. Si tratta di una procedura liquidatoria per imprese in stato di insolvenza irreversibile, finalizzata a liquidare il patrimonio e soddisfare i creditori.
Un’altra tipologia è invece il concordato preventivo, il quale consiste in un accordo proposto dal debitore ai creditori per ristrutturare i debiti e superare la crisi, evitando il fallimento tramite un piano di risanamento. Esiste poi la liquidazione coatta amministrativa, ovvero una procedura applicabile a specifici settori ( banche e cooperative, per esempio), gestita da organi amministrativi.

L’amministrazione straordinaria è invece destinata alle grandi imprese in crisi, mira a preservare l’azienda se esistono basi per il risanamento, evitando impatti sociali ed economici.
Quali sono gli obiettivi di questi strumenti?
Uno degli obiettivi più comuni è quello di gestire la crisi, il che equivale in questo caso specifico a dare una soluzione ordinata quando l’impresa non riesce a pagare i propri debiti. Indispensabile la già citata parità dei creditori, la quale consiste nell’assicurare che tutti i creditori siano trattati in modo equo.
Un altro obiettivo, consiste invece nel salvare l’impresa o liquidarla attraverso piani di risanamento (concordato preventivo) o liquidazione ordinata (liquidazione giudiziale).
Normativa delle procedure concorsuali
In precedenza, le procedure concorsuali erano originariamente disciplinate dalla Legge Fallimentare (R.D. 267/1942). Ad oggi sono state integrate o sostituite dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCII), che ha introdotto strumenti più flessibili come gli Accordi di Ristrutturazione e la Composizione Negoziata della Crisi.
La legge in questione è stata introdotta nel 2022, e ha lo scopo di gestire l’insolvenza di imprese e soggetti non fallibili, con l’obiettivo di preservare l’attività o liquidare il patrimonio in modo ordinato. La tematica centrale diviene ancora una volta l’insolvenza, ambito a cui ruotano tutte le procedure e le conseguenti normative già citate.
Chi si occupa di applicarle?
Le procedure concorsuali coinvolgono diverse figure professionali. Tra queste, vi rientrano avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro specializzati. Sono incluse inoltre tutte quelle figure che operano all’interno del Tribunale, ovvero giudice delegato e cancelleria fallimenti).
Così come anche figure specifiche come il Curatore fallimentare (nella liquidazione giudiziale, ex fallimento) o il gestore della crisi (nella composizione negoziata o concordato). L’oprato di queste figure, è finalizzato a gestire le insolvenze ed eventualmente ristrutturare l’impresa.
Non tutte le imprese possono beneficiare dell’operato delle figure descritte. Ci sono infatti alcune dovute distinzioni da fare. Per le imprese in crisi, possono essere d’aiuto avvocati e commercialisti, così come un esperto che le aiuti nella negoziazione, e un Curatore che gestisca l’insolvenza di cui occuparsi.
“Limitandosi” invece alla gestione giudiziaria, la ripartizione del lavoro da svolgere è così distribuita: il Tribunale nomina gli organi, il Giudice Delegato controlla, e il Curatore amministra. In materia legale, spesso e volentieri il cosiddetto “lavoro di squadra” è molto più importante di qualsiasi tecnicismo o procedura in sè.
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